ABCLEX

ABCLEX
La Formazione è un'emozione

giovedì 26 gennaio 2012

ELEZIONI FA RIMA CON INAUGURAZIONI

Sì, oggi mi sento felice!
E non lo dico per riprendere il titolo di una indimenticata canzone del mitico Joe Perrino ma perchè oggi ho finalmente realizzato che anche gli avvocati contano qualcosa.
Beh, senza volersi allargare, diciamo che, più che contare, gli avvocati evidentemente valgono qualcosa.
Da cosa me ne sono accorto?
Ma è semplice, semplicissimo! Vi do due indizi:
Ehm, dunque: siamo in Italia e siamo alla vigilia delle elezioni del Consiglio dell'Ordine e della sua irrinunciabile costola delle Pari Opportunità.
E cosa accade in Italia, a tutti i livelli, quando si è vicini alle elezioni?
LE INAUGURAZIONI!!!
Si inaugurano uffici, ospedali, asili. Ci si mette la fascia tricolore, il gonfalone, il vestito delle occasioni importanti e si inaugura qualsiasi cosa.
L'Ordine, ovviamente, non potendo inaugurare strade, ha inaugurato delle sale, con tanto di foto, articoli e belle pose elettorali.
Sgombriamo il campo da ogni sospetto. Una delle sale inaugurate è stata intitolata all'Avv. Aldino Marongiu e si tratta di un provvedimento sacrosanto, al più tardivo.
Se proprio vogliamo essere politicamente corretti, inoltre, possiamo anche rallegrarci per la inaugurazione di un'altra sala, rosa questa volta, per le donne avvocato. (contente loro per il colore, contenti tutti!)
Quello che però balza agli occhi è il tempismo di queste inaugurazioni, la sua perfetta sincronia con il momento elettorale.
Già abbiamo visto le patologie durante lo svolgimento delle elezioni e adesso mi ci mancavano le inaugurazioni elettorali, manco l'Ordine fosse l'ultimo degli Enti inutili da sopprimere.
Prendiamo ad esempio il Comitato Pari Opportunità, che inaugura la sua bella sala alla vigilia delle elezioni e fa pubblicare un articolo di giornale involontariamente fuorviante, che riporta i nomi delle candidate appartenenti ad una sola lista, dimenticandosi di quelle di altro schieramento.
Quello delle PO mi sembra un esempio tipico di come, in perfetto stile forense, vengano redatti i regolamenti ma, a volte e per errore, questi rimangano in un cassetto. 
Costituito con delibera del Consiglio dell'Ordine  del 24 giugno 2004, era previsto dal regolamento che 12 (su 15) componenti venissero eletti contestualmente alle elezioni dell'Ordine.
Leggo, dal sito dell'Ordine, che il Comitato si sarebbe insediato nel maggio 2008 a seguito di una assemblea degli iscritti.
Assemblea? Ma non si era stabilito che i membri dovessero essere eletti  a seguito di elezioni da svolgersi contestualmente a quelle del Consiglio dell'Ordine?
Ma forse ho sbagliato io a leggere il regolamento. Giusto per evitare fraintendimenti, però, con ammirevole piglio istituzionale, nella home page del Comitato campeggia bene in vista la scritta che il Comitato dura in carica un biennio e l’elezione dei suoi componenti avverrà contemporaneamente al rinnovo del Consiglio dell’Ordine nel 2010 secondo le norme del proprio regolamento elettorale.
Nel 2010? E chi le ha viste le elezioni del Comitato nel 2010?
E vabbè, mica crolla il mondo se, in barba a quanto previsto da leggi e regolamenti, si salta un turno elettorale e si rimane in carica un quadriennio, per cortesia non mettiamoci a fare gli avvocati...
Certo, per ingigantire la questione, nessuno avrebbe avuto da ridire se, al termine di un mandato parlamentare, il Governo avesse stabilito di procrastinare il proprio incarico per altri cinque anni senza svolgere nuove elezioni.
Eh già, io ci provo a non fare il leguleio ma un po' di pizzicore per queste cose mi rimane...
Anche perchè, mi sembra di avere capito, per le - finalmente programmate - elezioni del Comitato si fronteggiano due liste, ognuna delle quali ha presentato la sua locandina, le foto delle componenti ed il programma.
Scusate se insisto con il richiamo alle norme ma l'Art. 4 del loro regolamento elettorale prevede che le candidature debbano essere individuali e i candidati, proprio per evitare la contrapposizione di liste,  debbano essere inseriti in un unico elenco in ordine alfabetico.
Ma insomma, visto che il regolamento elettorale non lo ho predisposto io ma chi sta lì, non potevate farlo ad immagine e somiglianza di quello che intendevate fare?
Che senso ha scrivere che non si fa campagna elettorale nei seggi e poi la si consente, che il Comitato doveva essere eletto nel 2010 e siamo nel 2012, che le candidature debbono essere individuali e sono state accettate delle liste di gruppi contrapposti? 
Perchè mi dovete costringere a dire che, a leggere il vostro regolamento, non si stanno rispettando le regole?
Il tutto, poi, e lo dico con franchezza, mi lascerebbe indifferente se non fosse che, sempre dal famoso regolamento istitutivo, è previsto che il Comitato possa spendere, per le sue preziose attività, non meno del 2% delle risorse economiche del Consiglio dell'Ordine e che non abbia neppure l'obbligo di presentare un bilancio ma un semplice rendiconto.

L'importante, in fondo, è sapere che i nostri denari, perchè di quelli si tratta, vengano spesi in modo oculato.
Beh, giusto per ironizzare, e per le stima che nutro per numerose colleghe che ne fanno parte, alla riunione del 11-11-10 si è deliberato di offrire una cena ad alcune relatrici di un convegno e diverse consigliere si sono dovute sacrificare per parteciparvi.
Al punto successivo del verbale, il Comitato, fattosi serio, ha invece deliberato di organizzare un evento pubblico in Tribunale per festeggiare la nomina di un avvocato al CNF e "di invitare tutte le cariche istituzionali degli Ordini della Sardegna e il Presidente del Tribunale di Cagliari, il Presidente della Corte d'Appello, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale e il Procuratore Generale presso la Corte d'Appello e i magistrati in sede. Si delibera, inoltre, di estendere l'invito agli altri Ordini Professionali (medici, commercialisti, notai, consulenti del lavoro".
Per essere al completo, a questo fondamentale festeggiamento mancavano i tassisti ed i farmacisti, dopo la liberalizzazione però, in modo da avere un numero più adeguato all'evento (ed alle spese del rinfresco).
E, senza essere inutilmente pedanti, di queste importanti delibere su cene, viaggi e rinfreschi se ne trovano tante ma tante in questi anni di riunioni.
In tempi di crisi, forse, in un momento nel quale in giro aleggia il sentimento diffuso (in perfetto stile Schettino) del "si salvi chi può", una maggiore trasparenza nella gestione dei soldi di tutti sarebbe quanto meno auspicabile, non dico obbligatoria. 

L'altro giorno, invece, ho partecipato ad una riunione a Roma, insieme a tutte le più importanti società editoriali in Italia, accreditate dal CNF, alla pari di Abclex, per la erogazione di formazione telematica per avvocati.
Si è parlato della realtà dei diversi Consigli dell'Ordine e alcune grandi società si sono lamentate del fatto che, in molti Fori, gli Ordini abbiano costituito delle Fondazioni.
In questo modo, dicono loro, si crea un soggetto giuridico diverso dall'Ordine e con modalità elettive svincolate dal noioso responso elettorale; questo soggetto, poi, può diventare la vera e propria cassaforte, con stanziamento di denari e risorse ingenti e relative gestioni clientelari, avulse dal controllo degli iscritti all'Albo.
Preoccupato che ciò possa accadere anche a Cagliari, ho cercato e ricercato nel sito dell'Ordine ma, fortunatamente, spero non per mia distrazione, non ho trovato traccia della costituzione di alcuna Fondazione.
Eppure, alcuni gossip di Palazzo mi danno per certa la notizia che, da tempo, la maggioranza del Consiglio ne abbia deliberato la costituzione, con ampie discussioni sulle modalità di nomina degli amministratori, durata e retribuzioni varie.
Però, penso io, se la Fondazione rientrasse nei piani futuri dell'Ordine, probabilmente ne avremmo avuto tutti conoscenza quanto meno nei programmi elettorali che, in questi giorni, inondano le nostre mail a mo' di spam.
E quindi, aggiungo, se nessuno schieramento ne ha parlato, vuol dire che non rientra nei programmi futuri la creazione dell'ennesimo apparato ingoia risorse.
E poi, da ultimo, tra i Consiglieri dell'Ordine e la Fondazione vi sarebbe comunque incompatibilità e chi è eletto all'Ordine non potrà certo essere nominato per la amministrazione della ipotetica Fondazione.
Pertanto, sono sicuro che nessuno rinuncerà mai a candidarsi all'Ordine in attesa di essere poi nominato alla Fondazione; no, questo proprio non succederà mai!
O è già successo?

Buone elezioni a tutti!!!

Avv. Alberto Filippini
Responsabile ABC Mediazione

martedì 10 gennaio 2012

Le elezioni in salsa forense: farsa o tragedia?

Se nei prossimi quindici giorni, entrando al Palazzo di Giustizia, noterete tantissimi colleghi che vi sorridono, e che, diversamente dal solito, vi chiedono come state, vi offrono il caffè o ridono ad una vostra battuta, ebbene, vi devo dare una delusione:
Non dipende dalla dieta di inizio anno alla quale vi state rigidamente sottoponendo o, per le ragazze, da una scollatura più accentuata.
Non dipende neppure, se vogliamo, dal fatto che tutti, improvvisamente, siano diventati educati ed abbiano iniziato a sorridere al mondo ed agli altri senza distinzioni di sesso, di età e, soprattutto, di censo.
Siamo invece arrivati all'appuntamento tanto (tanto???) atteso negli ultimi due anni:

LE ELEZIONI DEL CONSIGLIO DELL'ORDINE DEGLI AVVOCATI


Embè? Direte voi!
Cosa te ne importa che vengano svolte, nel più rigoroso rispetto delle regole, le elezioni che porteranno 15 persone, gli Eletti appunto, a governare, anche e soprattutto nel tuo interesse, il sacro mondo della avvocatura?
Beh, se a qualcuno può interessare la mia opinione, adesso mi permetterò di esporla. 
Premesso che l'Italia, da quello che si legge, è il Paese dove in Parlamento siede ogni nefandezza ed ogni piccolezza del genere umano, non mi stupirei certo se qualcuno mi dicesse che ciò avviene, a volte ed in alcune località, anche nel dorato regno forense. Le mele marce, si sa, proliferano ovunque.
Non stento ad immaginare, quindi, che in qualche Foro ci possa anche essere qualche Eletto che non fa gli interessi dei colleghi ma, più meschinamente, i propri e quelli delle clientele che lo hanno fatto eleggere, favorisce Tizio anzichè Caio.

Andiamo oltre, però, la facile - ed inutile - dietrologia e passiamo ad altro.
Prima della sostanza, voglio spendere due parole sulla forma (si sa, siamo avvocati...)
Ho già avuto occasione di ribadire che mi trovo molto ma molto critico nei confronti di un Consiglio che, a fronte di palesi, risapute e cristallizzate violazioni di norme deontologiche, nella specie Art. 25 e 26, relativi all'obbligo di corresponsione di un compenso a collaboratori e praticanti, non abbia mai, MAI, ritenuto anche solo di adottare un provvedimento generico, che so, una circolare, per sensibilizzare i colleghi a questo dovere, il cui inadempimento è sanzionabile disciplinarmente.
Alcuni maligni, ed io non sono tra questi, potrebbero sostenere che ciò dipende dal fatto che gli avvocati sono elettori, mentre i praticanti, perlomeno in quella fase della loro vita professionale, non votano...
Ma, parlando di elezioni e di forma, vi è un altro aspetto che mi fa letteralmente andare in bestia e mi impone di fare un esempio:
Immaginate che nel vostro Comune si voti e che voi, una bella e assolata mattina, abbiate deciso di adempiere a questo fondamentale dovere civico.
Vi preparate, uscite di casa e, a piedi, vi recate al seggio.
Immaginate se, durante il tragitto, dieci, cinquanta, cento persone vi fermassero e, dandovi il loro santino, vi chiedessero quasi in ginocchio di votarli.
Ne scansate uno, due, quindici ma, più vi avvicinate al seggio, più la pletora di questuanti vi assale e, con sorrisi ed ammiccamenti degni di miglior sorte, implora il vostro votino.
E immaginate anche se, ad accogliervi dentro il seggio, con forme meno invasive - ma sempre evidenti - di captatio benevolentiae, trovaste dei candidati e se fosse alcuno di questi a darvi la scheda elettorale.
Se ciò avvenisse, tutti parlerebbero di Stato delle banane, di elezioni da annullare, di severe sanzioni da adottare nei confronti dei responsabili.

Beh, provate ad andare a votare alle elezioni dell'Ordine degli Avvocati e la scena alla quale assisterete è esattamente questa, se non peggio.
Fiumane di colleghi che vi attendono festosi, manco foste il messia, abbracci, richiami ad episodi ed aneddoti che vi hanno accomunato a loro e che si spera possano in qualche modo riscaldare il vostro cuore ed indurvi a dare fiducia al mendicante (il voto).


Nel 2006, preso atto che si trattava di uno spettacolo pessimo ed indecoroso, che creava enorme discredito sulla intera avvocatura e non solo sugli autori di questi comportamenti folcloristici, il CNF ha modificato il codice di deontologia ed ha introdotto i seguenti canoni:

Art. 57 - Elezioni Forensi
I. E’ vietata ogni forma di propaganda elettorale o di iniziativa nella sede di svolgimento delle elezioni e durante le operazioni di voto.
II. Nelle sedi di svolgimento delle operazioni di voto è consentita la sola affissione delle liste elettorali e di manifesti contenenti le regole di svolgimento delle operazioni di voto.    

 
Giusto qualche commento di allora su queste modifiche della Deontologia:
"è indispensabile che anche le modifiche, come l'intera struttura del codice, venga attuata, per rappresentare ancora una volta che il prestigio dell'Avvocatura dipende dalla immagine che di essa ciascuno può dare". REMO DANOVI

"Chiunque abbia avuto occasione di partecipare a tali elezioni, avrà avuto modo di imbattersi in iniziative di tutti i tipi con distribuzione di volantini all’ingresso del tribunale e dei locali di voto, palesi e meno palesi inviti a votare l’uno o l’altro candidato, con situazioni francamente imbarazzanti e che, certamente, non aiutano a rafforzare quei canoni di serietà e professionalità che la classe forense – a ragione – invoca e dei quali fa un punto d’orgoglio". Giovanni Pattay


Beh, come credete che si siano svolte le elezioni del 2008 e del 2010?
Con le stesse modalità di un mercato maghrebino durante la macellazione islamica o con flemmatico ordine anglosassone, in dipendenza anche dei nuovi divieti deontologici imposti ai candidati?
ESATTO!!!
Con le stesse, identiche patologie del passato.
Credete che l'Ordine abbia mai adottato alcun provvedimento contro la violazione, evidente, lampante, dell'Art. 57 della Deontologia?
Che io sappia mai. MAI!
 
Ma, siccome sono avvocato e conosco i miei polli e, per pari opportunità, le mie galline, so già quale sarà l'obiezione di qualche avvocato di qualche Foro:
"Sì ma la norma è imprecisa, in quanto non indica cosa si intenda per "sede di svolgimento delle elezioni".
Noi che gestiamo il Verbo della Deontologia, non siamo in grado di dire se si volesse impedire la propaganda all'interno del solo seggio oppure nell'andito che porta al seggio, nel piano dove si vota, nell'intero Tribunale, nel quartiere, nella città, nella Regione o nella Nazione.
Come possiamo sanzionare qualcuno se, in bonam partem, vi può essere una interpretazione restrittiva della norma che probisce la propaganda solo ed esclusivamente all'interno della cabina elettorale?
E come potremmo, poi, impedire le manifestazioni di affetto, i sorrisi, gli ammiccamenti tra colleghi?
No, no, l'indipendenza dell'avvocato è sacra, le manifestazioni del suo pensiero debbono essere protette fino alla morte!
 
Sarà che io non sono mai stato Eletto e che non amo i bizantinismi ma, a queste approfondite ed illuminate eccezioni di diritto, che di fatto autorizzano chiunque a violare la pace elettorale, mi sento di condividere le parole proferite in quel famoso film di Verdone, quando Furio chiamava in continuazione l'ACI:
"Ma va a cagher!!!"...
 
E la prossima volta parleremo, oltre che della forma, della sostanza...
 
Buone elezioni a tutti!
 
Avv. Alberto Filippini
Responsabile ABC Mediazione